Riflessione sul tema della XXI edizione del Giorno del Gioco 2026
Il gioco è un linguaggio universale, antico quanto l’umanità. Scavalca muri, attraversa frontiere, supera le barriere delle lingue, delle abitudini, dei pregiudizi. Ovunque nascano bambini, nasce il gioco. In ogni cultura, c’è un modo per correre, ridere, toccarsi senza parole, creare mondi con un sasso, una corda, una regola. I giochi cambiano forma, materiali, regole, ma ovunque parlano di ciò che ci accomuna: il bisogno di stare insieme, di comunicare, di crescere.
Nel tempo che viviamo, segnato da nuovi movimenti migratori, conflitti, paure e chiusure, il gioco può tornare ad essere ponte tra mondi, segno di pace, spazio di accoglienza, curiosità verso l’altro, dialogo tra le differenze. I bambini lo sanno fare in modo naturale, se gliene diamo lo spazio.
Giocare insieme è un atto di libertà e di fiducia reciproca.
Chi gioca, si espone, si fida, collabora, si diverte insieme agli altri, indipendentemente dalla lingua, dal colore della pelle, dall’origine geografica.
Il tema scelto per la XXI edizione del Giorno del gioco per il 2026, dal titolo “Il gioco oltrepassa i confini” è un invito a riflettere su come il gioco possa:
- valorizzare la diversità come risorsa,
- favorire l’incontro tra culture, tra bambini e adulti di origini diverse,
- educare alla pace e alla convivenza, fin dai primi anni di scuola,
- e soprattutto mettere tutti nella condizione di partecipare, senza competizione, senza esclusione, senza confini.
“Il gioco oltrepassa i confini” significa che il gioco è qualcosa che non è limitato da barriere geografiche, culturali o linguistiche. È un’attività che può essere praticata e apprezzata da persone di tutto il mondo, indipendentemente dalla loro provenienza. Più nello specifico, questa espressione evidenzia come il gioco: supera le barriere geografiche e culturali. Anche se i giochi possono variare a seconda della cultura, il concetto di gioco, come forma di intrattenimento e interazione, è universale. Alcuni giochi, come quelli basati su azioni o immagini, possono essere giocati da persone che parlano lingue diverse, senza bisogno di una traduzione. Insomma, il gioco è una forma di espressione e di divertimento che può unire persone di ogni genere e cultura.
Sotto lo stesso cielo il mondo gioca: vogliamo invitare le scuole a riscoprire e valorizzare i giochi delle diverse culture, antichi e contemporanei, come strumento di incontro, scambio e pace. Non si tratta solo di “provare giochi nuovi”, ma di riconoscere il valore dell’altro attraverso ciò che ci fa sorridere insieme. Facciamo in modo che la XXI edizione del Giorno del Gioco sia una festa dell’umanità ed in particolare dei bambini: delle loro mani che si cercano, delle loro voci che si mischiano, dei loro corpi che danzano, camminano, saltano … insieme. Sotto lo stesso cielo, il gioco diventa ponte tra le differenze, luogo di riconoscimento reciproco, occasione di festa collettiva.
Scegliere il tema “Il gioco oltrepassa i confini” significa lanciare un messaggio forte: una città, una scuola, una comunità che dà spazio al gioco, dà spazio all’inclusione.
Dove si gioca, si cresce liberi. Dove si gioca insieme, non ci sono stranieri.

